{"id":1308,"date":"2016-02-09T09:25:06","date_gmt":"2016-02-09T09:25:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?page_id=1308"},"modified":"2025-11-30T11:30:38","modified_gmt":"2025-11-30T10:30:38","slug":"1308-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?page_id=1308","title":{"rendered":"Sedici secondi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1304\" aria-describedby=\"caption-attachment-1304\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1304 size-large\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/1799063_10205224567996603_5268027584012563197_o-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/1799063_10205224567996603_5268027584012563197_o-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/1799063_10205224567996603_5268027584012563197_o-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/1799063_10205224567996603_5268027584012563197_o.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1304\" class=\"wp-caption-text\"><em>Foto di Guido Dacomo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Era entrato in negozio, e con qualche entusiasmo. La porta spinta con l\u2019energia di chi sa di varcare la soglia del posto giusto. Lo sguardo avido di curiosit\u00e0 che fa tutto suo lo spazio intorno. Aveva l\u2019aria di quelli che se ne intendono. Barbara non avrebbe saputo dire, da dietro il bancone, se pi\u00f9 di fotografia, o pi\u00f9 di esistenza o di entrambe. Le cose non si escludevano a vicenda, se mai si sommavano.<\/p>\n<p>Gli chiese se poteva essergli utile. No, grazie, stava dando solo un\u2019occhiata. Ma lei, dopo vent\u2019anni trascorsi dentro una galleria di manifesti e foto d\u2019autore, sapeva che non sarebbe uscito a mani vuote.\u00a0In effetti, sfogliava le cartelle plastificate dei poster vintage velocemente, ma senza saltarne nessuna. Solo per scrupolo, certo, come se sapesse gi\u00e0 che il pezzo giusto si trovava altrove. Si spost\u00f2 verso gli espositori di foto d\u2019autore e l\u00ec, invece, ci rest\u00f2 parecchio.<\/p>\n<p>\u00abSto cercando un soggetto marino\u00bb, disse alzando lo sguardo dai bifocali verso di lei. Aveva modi arruffati e decisi, ma il sorriso delle buone maniere era timido e amabile.<\/p>\n<p>No, non gli avrebbe proposto foto di fari e isole.\u00a0Anche se non \u00e8 sempre il soggetto che fa il clich\u00e9, sia chiaro. Al momento, non ne aveva neppure di particolarmente originali, le restavano solo alcune foto di marine e porti, invendute da tempo. Ma, ci ripens\u00f2. Perch\u00e9 mai un tipo cos\u00ec avrebbe voluto acquistare a tutti i costi qualcosa di originale per s\u00e9 o per altri? Solo perch\u00e9 era gentile, disordinato, e aveva l&#8217;aria di chi, da giovane, aveva messo in discussione il sistema? Erano solo sue nostalgie, meglio non mescolare.<\/p>\n<p>Atteniamoci al marketing dei tempi duri, pens\u00f2, e decise di fargli strada verso la banalit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abQui ci sono foto molto suggestive, questi scenari di isole per esempio\u2026 Tra l\u2019altro sono in saldo, e tecnicamente interessanti\u00bb, disse.<\/p>\n<p>\u00abNon le ho detto che voglio risparmiare\u00bb asser\u00ec, infilando le mani nelle tasche del giaccone.<\/p>\n<p>Pessima mossa, pens\u00f2 lei. Un errore da commessa alle prime armi. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>\u00abDi questi tempi \u00e8 un\u2019indicazione che mi sento sempre di dare. Che cosa aveva in mente? Vediamo se posso aiutarla\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019oceano\u2026 ma senza barche, senza fari, senza navi. Vietati i colori Maldive e le onde colossali. Come vede il campo si restringe\u2026 \u00bb, disse con gioviale ironia.<\/p>\n<p>Barbara si sentiva sfidata dall&#8217;intrigante avventore. Perch\u00e9 una foto, adesso che ci pensava, c\u2019era eccome,\u00a0ma non era esposta.<\/p>\n<p>\u00abAspetti, forse ho qualcosa che potrebbe fare il caso suo\u00bb, disse scomparendo nel retro per riapparire con una grande foto in bianco e nero incorniciata, \u00abche ne dice di questa?\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019uomo studi\u00f2 prima la foto da vicino, poi l\u2019appoggi\u00f2 al reggi cornice e si allontan\u00f2 di qualche passo. Con il gusto malcelato di chi si compiace di trovare il difetto non visto. Eppure in quella foto c\u2019era tutto quello che cercava. Due livelli di stratificazione acquea, uno d\u2019aria e due di terra di cui una bassa marea. L\u2019orizzonte non era liquido, e il cavallo trottava tra confini labili, la riva morbida di alghe e il mare che si ritirava. Trottava, ma non era da immaginario patinato. Non era lanciato in un\u2019infaticabile corsa che solleva spruzzi di mare. Trottava, fiero, appassionato, nero, fra confini mobili di marea e acque a loro modo lucenti.<\/p>\n<p>\u00abMi piace moltissimo, la prendo\u2026\u00bb, disse scattando con lo smartphone una foto alla foto. E invi\u00f2 un WhatsApp.<\/p>\n<pre>Che te ne pare?<\/pre>\n<p>Segu\u00ec il fischio della risposta.<\/p>\n<pre>Perfetta!<\/pre>\n<p>\u00abPacco regalo?\u00bb, chiese lei pulendo il vetro con un panno e coprendo gli angoli con sagome di polistirolo.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, grazie\u2026 \u00bb, rispose osservando la calma dedizione della commessa, \u00absolo una curiosit\u00e0&#8230; come mai non era esposta?, se l\u2019avessi vista in vetrina avrei risparmiato tempo, in una giornata trafelata come\u00a0oggi sarebbe stato un bello sconto\u00bb, disse ridendo, ma con aria inquisitiva.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, ma probabilmente l&#8217;avrei gi\u00e0 venduta e lei sarebbe ancora in cerca o si sarebbe adattato a un faro o a una marina\u2026\u00bb, disse abbassando lo sguardo mentre arricciava il nastro con le forbici.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ha ragione, ma perch\u00e9 non era esposta?\u00bb, insistette.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 me l\u2019hanno consegnata due ore fa. Non avevo ancora fatto mente locale\u00bb, disse. Doveva essere stato giovane anche lui, e forse un po\u2019 prima di lei. Aveva quello sguardo che sa attaccare mordacemente l\u2019esistenza e poi farsene gioco.<\/p>\n<p>\u00abPrendo anche questo biglietto\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, certo, ecco la penna\u00bb, disse lei.<\/p>\n<p>Lo intravide scrivere una frase, rapido,\u00a0senza incertezze. Doveva essere certamente una frase d\u2019occasione. E certo!, pens\u00f2, anche l\u2019anticonformista ideale fa prima o poi i conti con l\u2019ovvio.<\/p>\n<p>L\u2019uomo pag\u00f2 in contanti, ringrazi\u00f2 e usc\u00ec. Si mescol\u00f2 tra il formicaio di teste impavide che sfidavano il freddo polare di quel sabato pomeriggio. Giunto all\u2019angolo, sent\u00ec il fischio dal cellulare.<\/p>\n<pre>Ho riguardato la foto, rappresenta John e quel che tutti vogliamo per lui!!<\/pre>\n<p>In un\u2019altra vita, John Brown, il festeggiato e futuro possessore della foto, era stato un documentarista televisivo. Sapeva parlare del mare come nessuno. Fauna, flora, onde, tempeste e tutto il resto. Aveva lavorato per piccole case di produzione, poi il salto nello star system dei documentari d\u2019avventura. Le condizioni estreme, i mari pi\u00f9 ostici. Poi, i riflettori, le interviste, il successo da tenere a bada, l&#8217;adrenalina che scaccia il sonno e la temperanza. Poi, gli sponsor,\u00a0agguerriti e feroci eserciti celati dietro le balene alle Galapagos. Poi, quella sporca verit\u00e0 che lui aveva scoperto dietro le quinte, seguita da una battaglia furiosa.\u00a0Per la giustizia,\u00a0ma senza pi\u00f9 alcuna lucidit\u00e0.\u00a0Ci vollero appena sedici secondi per fare di lui un omicida. A quei sedici secondi seguirono venticinque anni di carcere. E la porta si sarebbe aperta fra una settimana. Gli amici di un sempre che sembrava impossibile lo avevano aspettato, come si aspetta incerti, ma mai del tutto disillusi, uno di quegli inebrianti ritorni\u00a0alla giovinezza.<\/p>\n<p>A bordo dell\u2019autobus che dal negozio la riportava a casa, Barbara si era sentita rinascere. Guardava la citt\u00e0 scorrere dal finestrino con le sue frenesie, dalle quali si sentiva distante e protetta.<\/p>\n<p>No, la foto non gliel\u2019avevano consegnata due ore prima. L\u2019aveva scattata lei tempo addietro in un luogo dove non sembravano esistere segni evidenti di storia umana. Non c\u2019erano fari, porti, marine, barche. Nessun rifugio. Neppure per lei, del resto, al momento di quello scatto. Voleva liberarsi di quel ricordo, proprio come ci si vuole liberare dell\u2019horror vacui. Era sicura di averlo consegnato\u00a0 all&#8217;uomo giusto. Urgenze simboliche incrociate.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo, alla festa, John Brown, circondato da meno di dieci amici e un cane, scart\u00f2 i regali e lesse ad alta voce tutti i biglietti.<\/p>\n<p><em>Il profumo dell\u2019acqua che hai respirato solo con la mente, eccolo di nuovo. Seguilo, John. Segui i confini della libert\u00e0 per un po&#8217;, e poi rompili tutti.\u00a0<\/em><em>Mark.<\/em><\/p>\n<p>No, non sarebbe mai potuta essere una frase d\u2019occasione, perch\u00e9 l&#8217;amico amava scrivere. Innamorato della vita e dell\u2019acqua, proprio come lui.<\/p>\n<p>John Brown appese la foto nel monolocale, la prima di una serie.\u00a0E ricominci\u00f2 a galoppare, fra alte e basse maree, verso il nuovo e irresistibile ignoto.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\">Copyright \u00a9 2016, Silvia Dacomo<br \/>\nQuest\u2019opera \u00e8 protetta dalla legge sul diritto d\u2019autore.<br \/>\n\u00c8 vietata la riproduzione anche parziale non autorizzata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era entrato in negozio, e con qualche entusiasmo. La porta spinta con l\u2019energia di chi sa di varcare la soglia del posto giusto. Lo sguardo avido di curiosit\u00e0 che fa tutto suo lo spazio intorno. Aveva l\u2019aria di quelli che se ne intendono. 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