{"id":2369,"date":"2018-03-25T17:31:00","date_gmt":"2018-03-25T15:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?page_id=2369"},"modified":"2025-11-30T11:30:38","modified_gmt":"2025-11-30T10:30:38","slug":"2369-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?page_id=2369","title":{"rendered":"Un tempo da collezione"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2370\" aria-describedby=\"caption-attachment-2370\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Scozia_2009_0157.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2370 size-large\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Scozia_2009_0157-1024x683.jpg\" alt=\"Scozia_2009_0157\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Scozia_2009_0157-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Scozia_2009_0157-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Scozia_2009_0157.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2370\" class=\"wp-caption-text\"><em>Fotografia di Guido Dacomo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Si poteva dire che il cielo scozzese fosse plumbeo, l\u2019oceano calmo, l\u2019auto d\u2019epoca lucidissima, i proprietari eccentrici e il golden retriver \u2013 a giudicar dal musetto imbiancato \u2013 anziano. Si poteva anche maliziare che quella sosta fosse un\u2019esibizione della libert\u00e0 senile, una rivendicazione affettiva di una\u00a0storia personale o di tempi passati unici\u00a0e pi\u00f9 felici.<\/p>\n<p>Sul metallo cromato del\u00a0retrovisore laterale erano riflessi alberi, case, persone. Dietro le spalle e il garrese di tutti, il mare cantilenava la sua onda gentile fra nuvole sovrapposte. Si poteva anche dire che tutte e tre le creature l\u00ec dentro fossero interessate a\u00a0cose diverse. Osservando quest\u2019auto d\u2019epoca in sosta lungo una spiaggia della Scozia nord-orientale si potevano immaginare molte realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il guidatore stava finendo di leggere un libro, gli mancavano appena due pagine.<\/p>\n<p>\u201cSolo un attimo, fammi finire questa storia pazzesca\u201d, disse alla passeggera accanto a lui che lo aveva appena incitato a mettere in moto l\u2019auto.<\/p>\n<p>Lei lo assecond\u00f2, mentre osservava la gente che si incamminava verso il raduno di veicoli d\u2019epoca, dove avrebbero sfilato a bordo della gloriosa auto da collezione. Nel lento e sonnacchioso viaggio fino a l\u00ec, la donna aveva riflettuto meglio sulla velocit\u00e0 del tempo attuale, fuori sintonia con quella del suo tempo interiore sempre indietro di una battuta. Cos\u00ec era andata sin dalla giovinezza, e forse per questo amava da tanti, tantissimi anni, l&#8217;uomo al volante. Perch\u00e9 lui aveva capito il senso di quel suo tempo, era un collezionista di tempi e di ricordi e l\u2019aveva amata per quella sua capacit\u00e0 di essere fuori moda, anche quando era diventata un\u2019entusiasta internauta. Una capacit\u00e0, la definiva,\u00a0quasi un valore in certi momenti.<\/p>\n<p>\u201cUn libro splendido! Dovresti proprio leggerlo\u201d, esclam\u00f2 lui.<\/p>\n<p>\u201cAdesso per\u00f2 tocca a noi, dobbiamo andare a sistemare la macchina, ci stanno facendo segno di entrare\u201d, replic\u00f2 lei.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec\u201d, disse lui mettendo in moto, \u201c\u00c8 una storia ambientata nei dintorni di Bath, ricordi&#8230; da giovani quell\u2019escursione lungo i canali zaino in spalla, quando dormimmo in quella houseboat scassata?\u201d<\/p>\n<p>Se lo ricordava benissimo, anche se erano passati quasi duemila anni. Ricordava\u00a0il tonfo delle gocce di pioggia sugli alberi lungo il sentiero e la voce di lui, appassionata e meravigliosa. Ricordava il il folle\u00a0entusiasmo per gli studi e le ricerche che lei stava compiendo, e il piacere di raccontarsi a lui. Ricordava quell\u2019aria umida riempita delle loro voci. Dei loro racconti\u00a0saturi\u00a0di amore\u00a0per la terra, per il lavoro, per il senso sociale che quel lavoro avrebbe avuto per tante persone.<\/p>\n<p>\u201cSiamo arrivati, ti passo il badge, tieni\u201d, disse lei.<\/p>\n<p>La cagnolina ascoltava le\u00a0loro voci. Guardava il paesaggio e tutte le cose che forse non aveva mai visto. Nonostante, da circa dodici anni, quei due l\u2019avessero portata dappertutto.<\/p>\n<p>L\u2019auto sfil\u00f2. Gli spettatori avrebbero potuto dire che era una gran bella macchina, che a bordo c\u2019era un quadrupede con un musetto dolcissimo, ma anche malinconico, oltre ai due vecchi bipedi seduti davanti. Due tipi estrosi, un po\u2019 fuori dal tempo anche loro, ma era normale, dopotutto, in quella circostanza.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\">Copyright \u00a9 2018, Silvia Dacomo<br \/>\nQuest\u2019opera \u00e8 protetta dalla legge sul diritto d\u2019autore.<br \/>\n\u00c8 vietata la riproduzione anche parziale non autorizzata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si poteva dire che il cielo scozzese fosse plumbeo, l\u2019oceano calmo, l\u2019auto d\u2019epoca lucidissima, i proprietari eccentrici e il golden retriver \u2013 a giudicar dal musetto imbiancato \u2013 anziano. Si poteva anche maliziare che quella sosta fosse un\u2019esibizione della libert\u00e0 senile, una rivendicazione affettiva di una\u00a0storia personale o di tempi passati unici\u00a0e pi\u00f9 felici. 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