{"id":1660,"date":"2016-09-13T18:04:18","date_gmt":"2016-09-13T18:04:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=1660"},"modified":"2025-11-24T13:37:25","modified_gmt":"2025-11-24T12:37:25","slug":"1660","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=1660","title":{"rendered":"Un uomo a nudo prima di Frankenstein Junior"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/cambiare2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1662 size-full\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/cambiare2.jpg\" alt=\"cambiare2\" width=\"660\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/cambiare2.jpg 660w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/cambiare2-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Avete mai visto il film \u201cUn uomo a nudo\u201d ? Un avvenente e inquieto Ned Merrill, interpretato da Burt Lancaster, decide di attraversare a nuoto tutte le piscine dei suoi vicini di casa e amici. Nel corso di questo insolito tragitto natatorio dialogher\u00e0 con i proprietari delle ville e le conversazioni restituiranno un quadro sconfortante di una societ\u00e0 conformista e inconsapevole. Secondo mia madre, con la quale vidi da ragazzina questo film drammatico (titolo originale \u201cThe swimmer\u201d), il soggetto era molto originale e a suo modo sviluppato in modo profondo. Originale senz\u2019altro, e contro il perbenismo sociale anche. Soprattutto se si pensa che il tema del nuoto nel cinema hollywoodiano era stato soprattutto un elemento di spettacolarit\u00e0, pensate alle varie \u201cBellezze al bagno\u201d con Esther Williams. Erano film certo di superficialit\u00e0 (visti da bambina al mitico cinema Ariston di Torino), ma indimenticabili le magiche figure di sincronizzato cariche di un\u2019atmosfera sognante &#8211; e chi lo nega \u00e8 intellettualmente disonesto.<\/p>\n<p>Mia madre, Luciana, non era un&#8217;intellettuale e non era laureata. Amava il buon cinema introspettivo, perch\u00e9 nella sua storia friulana di emigrati c\u2019erano state tante cose da capire e l\u2019aiut\u00f2 l\u2019amore per i libri, il cinema, la radio (il teatro alla radio, quanto ne ascoltava). Luciana me li ha trasmessi tutti e tre questi amori, lei grande fan di Ingrid Bergman, e continuando con un cognome affezionato e un cambio di due lettere, molto anche di Ingmar Bergman. Un libro che lei faceva girare orgogliosamente per casa era <em>Cambiare<\/em> di Liv Ullman, moglie del regista svedese e attrice di grande talento. Libro semplice ma nordico anch\u2019esso, con la foto di copertina in bianco e nero che ritraeva il viso della Ullman icona norvegese di malinconica inquietudine.<\/p>\n<p>Quando ero molto giovane, ho conosciuto piacevolmente, grazie a mia madre, molti film scomodi e importanti, e dopo tante visioni (con chiacchierata finale, non chiamiamolo &#8220;dibattito&#8221;) di pellicole internazionali e meravigliose come \u201cScene da un matrimonio\u201d, \u201cDavid e Lisa\u201d, \u201cUn uomo da marciapiede\u201d, \u201cSinfonia d\u2019autunno\u201d, \u201cGruppo di famiglia in un interno\u201d, \u201cLudwig\u201d, \u201cIl maratoneta\u201d sono tuttavia riuscita a sopravvivere al pessimismo cosmico senza perdere del tutto il sorriso grazie al jazz che ascoltava mio padre appena tornava a casa dall\u2019ufficio &#8211; lui, Umberto, torinese ma mai mainstream &#8211; alla sua devozione, per dirne tre, per \u201cFrankenstein Junior\u201d, \u201cI Blues Brothers\u201d, \u201cA qualcuno piace caldo\u201d (il primo lo vidi con lui e una mia amica quando frequentavo le medie inferiori, e lo vidi piangere dal ridere nella sala che all\u2019epoca si chiamava Corallo, poi Studio Ritz, poi&#8230; ha chiuso i battenti). Il senso dell\u2019ironia, a volte un po\u2019 troppo istrionica nella conversazione, lo posseggo fortemente e forse lo devo a lui. Tutte le volte che rivedo Radio Days di Woody Allen, penso all\u2019atmosfera della mia famiglia all\u2019epoca dei miei dodici anni e ci ritrovo sempre alcune affettuose affinit\u00e0 che trascendono le differenze temporali e geografiche. Quelle degli anni pi\u00f9 belli e fortunati dei miei genitori. Spontaneit\u00e0, dialogo, stimoli, divergenze di opinioni e scontri generazionali, chiasso. Silenzio no. Non negli anni pi\u00f9 belli. Dove eravamo certamente tutti \u201csconnessi\u201d, ma mai indifferenti e abitavamo in una vecchia casa in affitto e conoscevamo i nostri vicini per nome.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai visto il film \u201cUn uomo a nudo\u201d ? Un avvenente e inquieto Ned Merrill, interpretato da Burt Lancaster, decide di attraversare a nuoto tutte le piscine dei suoi vicini di casa e amici. 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