{"id":1820,"date":"2017-01-02T19:15:11","date_gmt":"2017-01-02T19:15:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=1820"},"modified":"2025-11-24T13:38:54","modified_gmt":"2025-11-24T12:38:54","slug":"1820","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=1820","title":{"rendered":"Non ci sono pi\u00f9 criteri, signor Zuckerman"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/roth.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1838 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/roth.png\" alt=\"roth\" width=\"626\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/roth.png 626w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/roth-300x165.png 300w\" sizes=\"(max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il mio libro delle vacanze natalizie \u00e8 stato<em> La macchia umana<\/em> di Philip Roth, autore di cui avevo letto in passato diverse opere. Scrittore intenso e scomodo. Mi sono fatta volentieri imprigionare in questa trama che \u00e8 un crudele viaggio di sola andata nella landa del conformismo e del \u201cpoliticamente corretto\u201d, che generano a loro volta (spesso) altro ottuso conformismo che non \u00e8 \u2013 paradossalmente \u2013 solo quello del perbenismo di origine conservatrice pi\u00f9 retriva ma anche quello dell\u2019antagonismo progressista.<\/p>\n<p>\u201cNon ci sono pi\u00f9 criteri, signor Zuckerman, ma semplici opinioni\u201d, cos\u00ec il personaggio di Ernestine nel suo formidabile monologo sintetizza i danni sociali di un\u2019istruzione sempre pi\u00f9 semplificata che trascura la storia (a scuola non si leggono pi\u00f9 i classici, non si consegna pi\u00f9 una copia della Costituzione insieme al diploma, i corsi di recupero al college insegnano tutto quello che gli studenti avrebbero gi\u00e0 dovuto imparare alle medie superiori, e cos\u00ec via). Riflessioni e situazioni non solo americane, ma globali e che ci appartengono. Il professor Coleman Silk pagher\u00e0 alto il prezzo del politically correct, dietro il quale si cela spesso l\u2019incapacit\u00e0 di fronteggiare questioni sostanziali con l\u2019illusione che tutto si possa risolvere a partire dal linguaggio. Proprio lui educato sin da bambino proprio a difendere la ricchezza del linguaggio, a imparare \u201cche le cose avevano delle classificazioni\u201d, a imparare \u201cl\u2019importanza di nominare gli oggetti con precisione\u201d.<\/p>\n<p>Il personaggio di Delphine, carrierista universitaria che user\u00e0 la logica per sopraffare e poi per nascondersi da un errore madornale, \u00e8 l\u2019antagonista di Faunia, la trentaquattrenne analfabeta amante del vedovo e anziano Coleman, coltissimo insegnante di greco e latino. Faunia ha un rapporto con la natura esclusivo, liberatorio (un clich\u00e9 in cui incasellarla \u00e8 arduo). E infine Les Farley. Reduce del Vietnam, instabile di mente, colto nella sua devastante e crudele tranquillit\u00e0 mentre pesca solitario nel ghiaccio.<\/p>\n<p>Il film (con Anthony Hopkins e Nicole Kidman) tratto dal libro io non l\u2019ho visto. E forse non lo voglio vedere. Non certo per riluttanza snob (ossia: i film-tratti-dai-libri-deludono-inevitabilmente), ma perch\u00e9 la lettura cos\u00ec appassionata di quelle pagine ha proiettato nettamente i personaggi sullo schermo della mia mente, che li comprendo mentre mi spiegano altro della vita e della societ\u00e0. Patirei qualsiasi semplificazione. Come le ho patite del resto nella pur godibile trasposizione cinematografica del libro <em>Pastorale Americana<\/em>, diretta e interpretata da Ewan McGregor.<\/p>\n<p><em>La macchia umana<\/em> \u00e8 un libro immenso: il drammatico e consapevole rifiuto verso la madre, la ricerca della libert\u00e0, Bill Clinton e Monica Lewinsky come metafora della costruzione di un\u2019opinione pubblica infantile, la resa della ragione di una massa che continua a credere in ci\u00f2 che vuole credere. Lo spirito si accascia sulla consolazione, la logica difende l\u2019interesse e non la verit\u00e0. Trecentonovanta pagine che raccontano in modo meraviglioso tutto ci\u00f2 che non si vuole vedere: il peso della storia sociale nella storia individuale, l\u2019invidia che non sapr\u00e0 mai diventare ammirazione, il giudizio della comunit\u00e0 che si attiene allo stereotipo pi\u00f9 facile da dimostrare, e una vita interiore che non conosce confini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio libro delle vacanze natalizie \u00e8 stato La macchia umana di Philip Roth, autore di cui avevo letto in passato diverse opere. Scrittore intenso e scomodo. 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