{"id":2453,"date":"2018-06-26T22:20:06","date_gmt":"2018-06-26T20:20:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=2453"},"modified":"2025-11-24T17:16:03","modified_gmt":"2025-11-24T16:16:03","slug":"2453","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=2453","title":{"rendered":"Beatty, Nevada"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN23791097_1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2365 size-large\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN23791097_1-1024x768.jpg\" alt=\"DSCN2379[1097]_1\" width=\"750\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN23791097_1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN23791097_1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Resistete. Non cercate Beatty su Google Maps, almeno per il tempo di lettura di queste righe. Provo a raccontarvelo. \u00c8 un insediamento di minatori e agricoltori a mezz\u2019ora di auto dalla Death Valley (California). \u00c8 anche un luogo di tappa, se le strutture ricettive del parco sono al completo. Ci sono stata di passaggio alla fine di ottobre. Certe volte \u00e8 come se mi trovassi ancora l\u00e0.<\/p>\n<p>Le abitazioni sono per lo pi\u00f9 trailer home, e si avvista anche qualche casa costruita in pannelli di fibre di legno. Ce n\u2019\u00e8 una senza neppure il rivestimento, \u00e8 di fatto una casa di compensato, il non finito della desolazione economica. Il giardinetto roccioso che la circonda, pieno di attrezzi da lavoro arrugginiti, \u00e8 per\u00f2 il giardinetto della rivincita esistenziale curato com\u2019\u00e8, abitato da pupazzi e animali in legno, forse costruiti da chi ci abita. Improbabili e kitsch, esprimono\u00a0un desiderio irrefrenabile\u00a0di vita, di bellezza a loro modo, di rimozione immaginaria della solitudine. Facciamo la provvista di acqua da tenere in macchina nell\u2019unico supermercato della catena Family Dollar i cui giganteschi metal detector sono ricoperti di veli e teschi in vista di Halloween. Ci sono tonnellate di merci, e di offerte speciali, ma il supermercato \u00e8 vuoto dell&#8217;umanit\u00e0 che imbraccia carrelli. La ragazza alla cassa trasmette dal suo sguardo tutto il blues che \u00e8 stato composto nella storia. Anche se lei \u00e8 bianca, molto giovane e i suoi occhi azzurri sono stretti in un viso gonfiato dal cibo spazzatura o dall\u2019ingratitudine dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>A cena evitiamo i posti ristoro delle grandi catene e andiamo in un locale che trabocca di storia locale, scritte buffe e naturalmente. Anche l\u00ec zucche e fantasmi ovunque. Ordiniamo due\u00a0<em>chili<\/em>\u00a0e due birre, e la cameriera ci chiama \u201cHoney\u201d. Il <em>chili<\/em> \u00e8 meraviglioso, con le spezie ben calibrate e il gusto della buonissima carne non \u00e8 trucidato da condimenti assassini. Si avvicina un anziano cowboy che fa l\u2019agricoltore e nel tempo libero promuove spettacoli country organizzati dalla associazione locale di cui fa parte, tutti amici del posto che si divertono un sacco a suonare dice. E ci informa del concerto dell\u2019imminente fine settimana.<\/p>\n<p>\u201cGrazie ma venerd\u00ec non ci saremo, siamo qui solo di passaggio, un viaggio lungo\u201d, \u201cCapisco e dove state andando?\u201d ci chiede cordiale, con la mano sempre appoggiata alla fondina del suo abito western, \u201cSiamo tornati qui dopo tanti anni, e visiteremo di nuovo la Death Valley\u201d, \u201cAh, be\u2019 allora sapete gi\u00e0 che dovete portarvi sempre dietro un sacco di acqua, i ranger non insistono mai abbastanza\u2026 lo sapete che ogni tanto raccolgono qualche viaggiatore&#8230; ne hanno trovati morti altri due, l\u2019auto li aveva mollati in mezzo al niente non so dove e il cellulare non prendeva. Invece quest\u2019estate altri due si sono salvati, ma solo perch\u00e9 hanno incendiato la ruota di scorta di notte per rendersi visibili. Se vi capitasse di rimanere in panne di giorno, state dentro l\u2019auto\u2026 qualcuno vi trover\u00e0\u201d dice scrollando le spalle. A quel punto io chiedo \u201cMa che differenza fa un po\u2019 di lamiera, tanto l\u2019auto diventa un forno, c\u2019erano 53 gradi Celsius l\u00e0 fuori otto anni fa, me lo ricordo bene\u201d, lui mi guarda disincantato poi aggrotta le sopracciglia e dice \u201cBe\u2019, il tetto dell\u2019auto \u00e8 pur sempre un tetto, e comunque \u00e8 meglio che niente! E, <em>for God\u2019s sake<\/em> portatevi degli snacks\u201d. Disegnatevi nella mente un uomo dalla corporatura imponente, baffuto, in una vignetta tipo western, nel fumetto fategli dire \u201csnacks\u201d, e accentuate parecchio la pronuncia, e poi voltatevi, come noi due abbiamo appena fatto. Alle nostre spalle c\u2019\u00e8 una saletta con il bancone bar, gestito da una vecchia signora (la moglie del cowboy) che spilla birre e bourbon. Ci avviciniamo al bancone e paghiamo la cena. E seduta al bancone c\u2019\u00e8 lei.<\/p>\n<p>Sotto un cappello azzurro da cowgirl, c\u2019\u00e8 quel \u00a0volto l\u00ec, quello che vedete nella foto. Segnato da quasi tutto. Argenti di bella foggia alle dita, unghie curate ma senza smalto, una camicia fantasia, ai\u00a0 piedi calzettoni e sandali. Fuma e ha lo sguardo sornione e rappacificato con l\u2019esistenza. Ci osserva e beve un sorso. \u201cAbbiamo notato stando in giro che in America ormai ci sono divieti ovunque, qui invece fumate senza problemi\u201d, le domanda con una risatina lui avvicinandosi alla cassa. \u201cMa da dove arrivate voi due?\u201d chiede lei, \u201cDa San Diego\u201d. A quel punto la donna alza il bicchiere in segno di brindisi e dice con la voce che slitta su una risata grattata di nicotina \u201cYou know\u2026 guys\u2026 You\u2019re in Nevada now, not in California anymore\u201d. Siete in Nevada ormai, ragazzi, mica in California! Il suo orgoglio \u00e8 al massimo. Si presenta, si chiama Janis. Poi mi dice \u201cLa tua felpa \u00e8 molto bella\u201d, \u201c\u00c8 low cost\u201d rispondo, \u201cLow quanto?\u201d chiede lei, \u201cLow 20 euro\u201d, le facciamo un\u2019approssimativa conversione in dollari. Ok, non le pare troppo. Pizzica un pezzo di tessuto tra indice e pollice e dice \u201cCavoli, \u00e8 veramente bella\u201d e io le dico \u201cE a me piace molto il tuo cappello\u201d, lei fa una risata e se lo sistema, si sposta i capelli ai lati. Poi mi chiede \u201cMa che ne pensi, ti piace questo villaggio?\u201d. Se dicessi \u201cinteressante\u201d mi sentirei vigliacca. \u2018Interessante\u2019 talvolta \u00e8 l\u2019aggettivo dell\u2019ipocrisia, dico \u201cS\u00ec mi piace\u201d, perch\u00e9 forse \u00e8 la verit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 un posto assolutamente pazzesco. \u201cDi cosa vive la gente qui?\u201d domando, \u201cDi miniere, di agricoltura, di qualche viaggiatore che ci fa una tappa prima di rimettersi in marcia per chiss\u00e0 dove\u201d poi ci guarda tutti e due e chiede \u201cNon lo trovate bellissimo?\u201d, \u00a0mentre il suo entusiasmo fa a pezzi la sua fragilit\u00e0. Risposta affermativa di entrambi. Si volta verso la proprietaria dietro al bancone e le dice \u201cMa hai sentito? Hai sentito? A loro piace questo posto, a loro che arrivano dall\u2019Italia!\u201d. E io consapevole del fatto che sto senz\u2019altro per fare una domanda ovvia le chiedo \u201cJanis, ma\u00a0<em>a te<\/em>\u00a0piace questo posto, ti piace vivere qui?\u201d, \u201cTantissimo, mi piace sempre anche quando nevica! Sai \u00e8 bellissimo anche a Natale, noi ci conosciamo tutti qui, siamo tutti amici, ci aiutiamo e questa signora \u2013 dice indicando la proprietaria dietro al bancone \u2013 e suo marito la notte di Natale\u00a0mettono sul tavolo laggi\u00f9 un piccolo regalo per ciascuno di noi. \u00c8 una cosa incredibile oggi come oggi sentirsi considerati cos\u00ec\u201d. La proprietaria dietro al bancone sembra intenerirsi per una frazione di secondo, \u00e8 una sfumatura, \u00e8 la versione femminile di Fat Moe che in <em>Once Upon a Time in America<\/em>, <em>C\u2019era<\/em> <em>una volta in America<\/em> impacchetta il pasticcino, la Charlotte russe, per Patsy Goldberg. Continua a trafficare trafelata con birre e bicchieri e poi si prende una pausa e finalmente ci sorride e \u00a0io a quel punto chiedo se posso scattare loro una foto. Certo, che domande! Non chiedo un sorriso da cartolina, non ce n\u2019\u00e8 bisogno. \u00a0Fuori dal locale ascoltiamo la gente chiacchierare, non di baseball, ma del villaggio. \u00c8 la fine della giornata per i lavoratori di Beatty, Nevada.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, facciamo colazione in un vecchio diner dipinto di azzurro. Amo i diner (stanno sparendo, non \u00e8 una novit\u00e0), e come la maggior parte dei diner, anche questo trabocca di calore, se calore significa non sentirti mai a disagio ad attaccare discorso con i vicini di tavolo, se significa essere in un locale le cui pareti non si sottraggono alla narrativa del luogo con qualche targhetta in metallo, poster popolarissimi, fotografie paesaggistiche scolorite, qualche articolo di giornale incorniciato, se significa cibo semplice servito in piatti non di plastica. \u00c8 l\u00ec che conosciamo Jim, che dopo due parole ci invita a trasferirci al suo tavolo. Un ottantaquattrenne dell\u2019Oregon che ha lavorato per una vita come muratore specializzato. Che ci fa a Beatty, gli chiediamo. Viaggia in camper con sua moglie! Non gliene importa nulla se ha ottantaquattro anni, lui viagger\u00e0 con lei fin che ce la far\u00e0. Ma dove vanno? Un po\u2019 dappertutto. E cita diversi stati che non sono propriamente confinanti. Macinano migliaia di miglia, vedono cose bellissime. Eloquio brillante, ironia da spacciare, ci chiede dell\u2019Europa. Di madre londinese, lui in Europa non c\u2019\u00e8 mai stato e ridendo conferma che non ci andr\u00e0 mai, gli piace essere realista dice. \u201cMia moglie, be\u2019&#8230; la lascio dormire, preferisce alzarsi un pochino pi\u00f9 tardi, sapete&#8230; l\u2019et\u00e0\u201d. Intanto ordiniamo le colazioni, noi si va di pancake e caff\u00e8 ovviamente, lui ordina un piatto combo con omelette di verdure soffritte e cereali. Ci chiede quali siano le nostre prossime mete. Gli stati sul Pacifico sono tra i pi\u00f9 progressisti, la politica la decidono California e New York, in mezzo \u00e8 come se a volte non ci fosse niente, asserisce, mentre la cameriera ci versa forse per la terza volta infinito caff\u00e8. Scopriamo che \u00e8 un avido lettore di fiction, ed \u00e8 dispiaciuto di non conoscere altre lingue oltre all\u2019inglese. Non ha avuto tempo di impararle dice, troppo lavoro e quattro figli. Ama viaggiare in America in assoluta autonomia, dopo tutto, dice, \u00e8 facile viaggiare qui anche da vecchi, e poi a lui i viaggi organizzati non possono proprio interessare. Ci offre la colazione, insistiamo per il contrario ma non c\u2019\u00e8 verso, \u201cBenvenuti in America allora, anche questa volta come tutte le vostre altre!\u201d, dice afferrando il conto. Possiamo fare una foto? Ma certo che domande!<\/p>\n<p>Beatty, Nevada. Incrocio di esistenze, lontane, lontanissime dai confini dall\u2019Ego.<\/p>\n<p><em>Fotografie di Silvia Dacomo<\/em><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2453 gallery-columns-4 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.silviadacomo.it\/?attachment_id=2442'><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2047-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2047-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2047-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.silviadacomo.it\/?attachment_id=2440'><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2033-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2033-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2033-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.silviadacomo.it\/?attachment_id=2441'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2035-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2035-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2035-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.silviadacomo.it\/?attachment_id=2450'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2019-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2019-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DSCN2019-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.silviadacomo.it\/?attachment_id=2443'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/OK_01-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/OK_01-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/OK_01-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Resistete. 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