{"id":3009,"date":"2020-03-22T18:33:59","date_gmt":"2020-03-22T17:33:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3009"},"modified":"2025-11-24T17:03:36","modified_gmt":"2025-11-24T16:03:36","slug":"le-indebite-proporzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3009","title":{"rendered":"Le indebite proporzioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/89653297_2610107429267679_7694213686335897600_o.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3012 size-large\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/89653297_2610107429267679_7694213686335897600_o-1024x683.jpg\" alt=\"89653297_2610107429267679_7694213686335897600_o\" width=\"750\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/89653297_2610107429267679_7694213686335897600_o-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/89653297_2610107429267679_7694213686335897600_o-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/89653297_2610107429267679_7694213686335897600_o.jpg 1728w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima: la frase assertiva che in questi giorni abbiamo letto e ascoltato \u00e8 anche il presentimento che si \u00e8 fatto spazio dentro di noi, trasformata nei social in una sorta di memento non certo in modica quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, dopo Covid-19, perch\u00e9 sar\u00e0 necessario ripensare la produzione, l\u2019economia, i consumi, l\u2019uso della terra, l\u2019istruzione, la cultura, la distribuzione, la governance, la globalizzazione. \u00c8 impossibile adesso fare previsioni, prima dobbiamo arginare la catastrofe, dicono e scrivono inoltre.<\/p>\n<p>Le strade sono pattugliate, anche dall\u2019esercito, contro assembramenti, sport di squadra nei viali, eccetera. Tutto ci\u00f2 \u00e8 angoscioso. L\u2019immagine in s\u00e9, quella di un\u2019intera popolazione chiusa in casa e i militari in strada rimanda a situazioni storiche ben precise e anche attualissime in tanti luoghi del pianeta, vicini e remoti. Le immagini tendono a sovrapporsi per natura, e credo che sia necessario mantenere una lucida distinzione tra eventi diversi.<\/p>\n<p>La reazione di massa di fronte a una primavera anticipata e all\u2019arrivo incipiente del Covid-19 \u00e8 quella di una folla facilona, incurante, che prendeva il sole e riempiva le piste da sci e i lungomare e i lungofiume. Che aperitizzava senza piet\u00e0.<\/p>\n<p><em>Ego<\/em> quindi, si dimostra del tutto disinteressato a <em>P\u00f2lis<\/em>. E questa non \u00e8 certo una novit\u00e0. Ma in questo caso l\u2019effetto di una rimozione \u00e8 molto evidente. Folla che rimuove a livello profondo il demone della tragedia sanitaria. Una negazione collettiva lampante. Siamo un paese per certi versi impunibile, impunito.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge, senza alcun dubbio, la sfiducia generale nelle istituzioni e soprattutto nella scienza, attaccata in questi ultimi anni da <em>haters<\/em> di ogni ordine e grado, abilissimi venditori di consolazioni che conoscono esattamente ci\u00f2 che la gente ama sentirsi dire, evitandole ogni complessit\u00e0. \u00c8 molto pi\u00f9 interessante, e in un certo senso premiante, credere a un macchinoso e ben ingegnato complotto piuttosto che farsi una ragione della natura matrigna. E la scienza medica, d\u2019altra parte, \u00e8 purtroppo spesso carente di efficaci comunicatori in grado di spiegare la complessit\u00e0, pi\u00f9 interessati forse a mantenere elevato il prestigio mediatico. \u00a0Il populismo d\u2019opinione ha fatto il resto, cio\u00e8 gran parte del disastro intellettuale.<\/p>\n<p>Detto questo, il focus \u00e8 sempre e solo uno: saper accettare una riduzione della libert\u00e0 per una causa molto pi\u00f9 grande, solidale e ormai planetaria. Ma, bench\u00e9 sia stato spiegato, e bench\u00e9 motti ottimistici abbiano incoraggiato l\u2019esercizio domestico della creativit\u00e0 (concertini sui balconi) si sono affollate le aree verdi e non solo, in modo inquietante e spropositato. Come un\u2019improvvisa, fortissima e inarrestabile dipendenza, ma senza nascondersi, cos\u00ec alla luce del sole.<\/p>\n<p>Ma al contempo si \u00e8 intensificata la narrazione video di giovani degenti che raccontano ci\u00f2 che molti non volevano leggere o ascoltare. Cio\u00e8 che se le probabilit\u00e0 di morire di Covid-19 sono nel complesso ancora relativamente basse, sono cresciute esponenzialmente le possibilit\u00e0 di ammalarsi\u00a0 e trascorrere anche settimane in ospedale, con grave insufficienza respiratoria, attaccati all\u2019ossigenoterapia o spediti direttamente nei nuovi lazzaretti della terapia intensiva. Si \u00e8 accentuata anche la narrazione dei medici ormai quasi insonni che dicono che l\u2019et\u00e0 si abbassa. Si \u00e8 intensificata per cos\u00ec dire la \u201cpresa diretta\u201d, il \u201clive\u201d e come per Ground Zero, c\u2019\u00e8 un\u2019iconografia dei combattenti e custodi che in quel caso erano i pompieri e qui sono gli infermieri. Soltanto questa narrazione e i divieti stanno inducendo, giocoforza, a comportamenti diversi. Non altro.<\/p>\n<p>Anche se va detto che nessun paese pu\u00f2 essere preparato a un\u2019emergenza di questo tenore, stiamo pagando drammaticamente gli irresponsabili e scellerati tagli finanziari alla Sanit\u00e0 a favore del sistema privato, i blocchi all\u2019avvio delle professioni sanitarie, le carenze di comunicazione organizzativa, la burocrazia.<\/p>\n<p>Abbiamo un debito morale assoluto verso tutti coloro che potrebbero aver bisogno di strutture \u00a0ospedaliere, qualunque patologia essi debbano curare. La rimozione collettiva del fatto che infettandosi e infettando si bloccano gli ospedali ha riguardato principalmente il proprio <em>Ego<\/em>, vale a dire: tutti si possono ammalare tranne me.<\/p>\n<p>Le persone pi\u00f9 fortunate (ossia, ad esempio: non afflitte da gravi patologie psichiatriche, non in corso di difficile separazione, non homeless, non anziani soli al mondo) non possono rimuovere il fatto che la proporzione non esiste. Non pu\u00f2 esistere la proporzione fra uccidere la noia con una giornata di sole all\u2019aperto e vivere il dramma nei nuovi lazzaretti. Se questa proporzione non si riesce a cogliere e occorre pattugliare le strade, e condividere video di malati, credo che non possiamo ipotizzare nessun \u201cNulla sar\u00e0 come prima\u201d, perch\u00e9 prima di qualsiasi cosa dovrebbe farsi forte e libera la consapevolezza del presente.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 una guerra lunga e piena di feriti, se la prima, quella facile che si combatte stando semplicemente chiusi in casa sul divano a scegliere i propri interessi preferiti da uno scaffale, da un monitor o da un video non funzioner\u00e0.<\/p>\n<p><em>Fotografia di Massimo Minioto<\/em><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima: la frase assertiva che in questi giorni abbiamo letto e ascoltato \u00e8 anche il presentimento che si \u00e8 fatto spazio dentro di noi, trasformata nei social in una sorta di memento non certo in modica quantit\u00e0. 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