{"id":3220,"date":"2024-03-26T18:07:17","date_gmt":"2024-03-26T17:07:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3220"},"modified":"2025-11-30T20:03:25","modified_gmt":"2025-11-30T19:03:25","slug":"la-zona-di-interesse-e-la-foresta-eterna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3220","title":{"rendered":"&#8220;La zona di interesse&#8221; e la foresta eterna"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3220\" class=\"elementor elementor-3220\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-485275ba elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"485275ba\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-21c9c59d\" data-id=\"21c9c59d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b216be2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5b216be2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/La-zona-dinteresse-980x551-1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/La-zona-dinteresse-980x551-1.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure>\n<p><!-- \/wp:image --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p><em>La zona d\u2019interesse<\/em> \u00e8 la narrazione della vita quotidiana del comandante H\u00f6ss e della sua famiglia nella villetta confinante con il campo di sterminio di Auschwitz che lui stesso diresse e ampli\u00f2 introducendo l\u2019impiego\u00a0dell\u2019acido cianidrico (Zyklon B) nelle camere a gas\u00a0 con lo scopo di velocizzare lo sterminio di massa.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, nel film di Jonathan Glazer la violenza non \u00e8 mai esplicita ma unicamente rappresentata dai suoni ininterrotti provenienti dal campo, ossia dall\u2019altra parte del muro che separa l\u2019orrore dalla quieta vita familiare del comandante: urla, comandi, latrati canini, sferragliare di treni, colpi di arma da fuoco e il rumore di fondo dei forni crematori.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>La pellicola riesce a scalfire nel profondo, fino a scavare una desolazione interiore in un crescendo angoscioso a tratti insostenibile. O meglio, la mia sensazione \u00e8 stata precisamente questa, nonostante i numerosi film visti sul tema, talora cruenti, nonch\u00e9 alcuni documentari storici particolarmente strazianti. Per non citare i libri, fra cui l\u2019opera teatrale <em>L\u2019istruttoria<\/em> di Peter Weiss che ritengo un caposaldo assoluto.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Eppure, questo film \u00e8 un\u2019esperienza <em>altra<\/em> per lo spettatore rispetto a tutto quanto (di storico o artistico) sia stato proposto sull\u2019Olocausto.\u00a0 \u00c8 l\u2019esperienza di un altro vuoto. \u00c8 il vuoto dopo l\u2019ascolto di dialoghi insulsi relativi all\u2019arredo di casa, ai pettegolezzi, ai desideri di viaggio, agli oggetti sottratti ai prigionieri, alla reificazione dei prigionieri mentre sullo sfondo il fumo della ciminiera diventa scuro di morte e il fumo del treno a vapore segna l\u2019arrivo del carico delle prossime vittime.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Nessun primo piano, ad eccezione di una momentanea inquadratura di profilo del gerarca nazista contro il cielo nebbioso e fumoso. Nessun approfondimento psicologico affidato ai dialoghi. Nessun atto efferato visivamente rappresentato. Le uniche tracce di sangue visibili appaiono sul fondo del lavatoio durante la sciacquatura degli stivali di ordinanza.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Gli interni della villa ricordano una vecchia casa delle bambole in cui tutto \u00e8 utile, delizioso, fresco e ordinato. Un equilibrio soave fra le tinte pastello e il bianco immacolato di tovaglie, lenzuola, infissi. Un richiamo ai colori del giardino, amorevolmente curato dalla moglie del gerarca. Giardino che \u00e8 al contempo luogo di relax, di nomenclatura botanica e di narrazione orgogliosa del giardinaggio stesso. La casa con il suo prato fiorito e coltivato e una piccola vasca incarna il sogno che la coppia aveva perseguito sin dalla giovent\u00f9, come si apprende da una conversazione fra i due, ossia possedere un\u2019abitazione nel cuore della natura per vivere lontano dalla citt\u00e0. E fare poi piacevoli gite nel bosco a due passi da casa, dal fiume, dalle radure incantevoli.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>La rappresentazione della natura rasserenante e bucolica &#8211; presente in diverse scene del film che narrano le escursioni, la pesca, il riposo nelle radure, le uscite in canoa &#8211; \u00e8 d\u2019altronde stata parte della propaganda nazista in vari connubi quali natura e salute, natura e bellezza, natura e classicit\u00e0 e cos\u00ec via. Ed \u00e8 stato il paesaggio a essere stato trasformato in orgoglio identitario in linea con la celebrazione della vita contadina e della razza. Nel film le scene ambientate nei boschi, sulla riva del fiume, nelle radure mi pare possano essere pi\u00f9 affini ad alcune opere di Ludwig Dettmann che ad altri dipinti di artisti del Terzo Reich che costruirono la propaganda attraverso opere paesaggistiche di carattere impressionista. Si pensi del resto al cinema nazista la cui produzione oltre alle opere di propaganda antisemita, incluse film come <em>Ewiger Wald<\/em> (foresta eterna) in cui la foresta <em>\u00e8<\/em> il popolo tedesco che rimane tale, cio\u00e8 eterno come i suoi boschi, dalla preistoria all\u2019era del nazionalsocialismo. Le danze di leggiadre ragazze che si tengono per mano ballando in cerchio sono le stesse presenti anche nei filmati propagandistici della Hitler-Jugend.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>La promozione dell\u2019immagine bucolica del paesaggio era parte della macchina del consenso nazista, esaltando la sacralit\u00e0 della natura, aspetto per altro molto presente nel Romanticismo tedesco e nella cultura germanica pi\u00f9 antica. In realt\u00e0, con la seconda guerra mondiale, l\u2019industria bellica prese il sopravvento sul paesaggio e su quel tipo di retorica sfruttando ampiamente il territorio.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Nel film, l\u2019idea che la vita per essere ben vissuta necessiti di essere trascorsa in un ambiente verdeggiante (e che il giardinaggio sia frutto di una orgogliosa fatica da esibire) si inscrive in un atto di superiorit\u00e0 morale: saper nominare la botanica \u00e8 saper distinguere, andar per boschi rende sicuri e affrancati. E soprattutto puri. La moglie del gerarca spera che le piante ricoprano presto il muro di separazione dal lager e la visuale sugli edifici del campo. La folle purezza coltivata dal nazismo rielaborava anche elementi ben presenti nella venerazione della natura. La metafora della natura nel film pu\u00f2 essere letta come quella di un elitarismo agreste, pericoloso e squilibrato che rimuove il mondo come non necessario, meglio se inesistente.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La zona d\u2019interesse \u00e8 la narrazione della vita quotidiana del comandante H\u00f6ss e della sua famiglia nella villetta confinante con il campo di sterminio di Auschwitz che lui stesso diresse e ampli\u00f2 introducendo l\u2019impiego\u00a0dell\u2019acido cianidrico (Zyklon B) nelle camere a gas\u00a0 con lo scopo di velocizzare lo sterminio di massa. 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