{"id":3231,"date":"2024-05-19T20:56:47","date_gmt":"2024-05-19T18:56:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3231"},"modified":"2025-11-06T17:34:46","modified_gmt":"2025-11-06T16:34:46","slug":"civil-war-la-fotografia-sul-campo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3231","title":{"rendered":"Civil War &#8211; Lo scatto \u00e8 sempre unico"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1034977-civil-war-le-nouveau-cauchemar-d-alex-garland-avec-kirsten-dunst-bande-annonce.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"896\" height=\"498\" data-id=\"3232\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1034977-civil-war-le-nouveau-cauchemar-d-alex-garland-avec-kirsten-dunst-bande-annonce.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3232\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1034977-civil-war-le-nouveau-cauchemar-d-alex-garland-avec-kirsten-dunst-bande-annonce.jpg 896w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1034977-civil-war-le-nouveau-cauchemar-d-alex-garland-avec-kirsten-dunst-bande-annonce-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1034977-civil-war-le-nouveau-cauchemar-d-alex-garland-avec-kirsten-dunst-bande-annonce-768x427.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 896px) 100vw, 896px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario dell\u2019ultimo film di Alex Garland \u00e8 quello di una immaginata guerra civile, tra il governo federale e alcuni stati separatisti, ambientata negli Stati Uniti ai giorni nostri. Con un presidente al terzo mandato (impossibile nel sistema politico americano) e autocrate. In questo inferno, due navigati fotoreporter, motivati da ragioni esistenziali differenti, si spostano con un fuoristrada insieme a un anziano giornalista decisi a raggiungere Washington per intervistare e fotografare il presidente degli Stati Uniti. A loro si unir\u00e0 Jessie, una giovanissima fotografa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il film \u00e8 la rappresentazione fedele e tecnicamente ineccepibile di una guerra civile attualissima, combattuta con tecnologia soverchiante, in cui il fotoreporter insegue i combattenti riprendendo attimi di difesa, perfidia, resa, follia e spietatezza in un conflitto nutrito dall&#8217;insensatezza politica. Ma, oltre a una lettura sociopolitica foriera di significative riflessioni sul nostro presente, esiste anche un altro punto a mio avviso interessante, ossia che i protagonisti armati di obiettivo consegnano una cronaca fotografica in bianco e nero feroce e qualitativamente perfetta perch\u00e9 innescata da una sfrenata e complessa ambizione che far\u00e0 i conti con la follia dei combattenti, non meno sfrenata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Joel fotografare \u00e8 adrenalina pura e forse una scommessa violenta, per Lee matura e famosa reporter che ha iniziato giovanissima alla Magnum \u00e8 una sorta di atto dovuto, un impegno fattosi ormai psicologicamente insopportabile, per la ventitreenne e inesperta Jessie \u00e8 aspirare candidamente alla grandezza dei celebri fotografi di guerra (come Lee stessa) e a una professione eroica senza tuttavia rendersi minimamente conto di che cosa significhi scattare raffiche di istantanee in un bagno di sangue. Per Samuel, l\u2019anziano giornalista, \u00e8 una sfida nutrita dell\u2019ultima saggezza che egli sente di poter trasmettere ancora ai pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la tragedia della guerra, ricorrente e simultanea in varie parti del nostro pianeta, \u00e8 il tratto portante del film, cos\u00ec come lo sono le dinamiche di un conflitto civile vastissimo (e forse proprio ipotizzabile negli Stati Uniti attuali), il centro letterale e metaforico di <em>Civil War<\/em> \u00e8 la fotografia. La fotografia come responso di verit\u00e0, documento non effimero, testimonianza tanto pi\u00f9 affidabile quanto pi\u00f9 \u00e8 alto il rischio di vita incorso dai fotoreporter che vivono dentro l\u2019inimmaginabile. Testimonianza <em>altra<\/em> rispetto a quella ricevibile da qualsiasi corrispondente seduto a una scrivania design con alle spalle la vetrata su una grande metropoli illuminata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, \u00e8 un\u2019idea forte della fotografia, un\u2019idea oggi molto svilita, laddove il dubbio sull\u2019autenticit\u00e0 delle immagini tende a teorizzarsi con forza supportato da ipotesi complottiste. Ma come dovrebbe essere ben noto, ma purtroppo non lo \u00e8, la fotografia \u00e8 sempre stata falsificabile, ma il film va oltre tutto ci\u00f2. Ossia mostra la nascita e la potenza dello scatto, non la sua rielaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio nell\u2019attimo dello scatto che il regista ci spiega come coesistano tensione professionale e interiorit\u00e0: c\u2019\u00e8 la tecnica e insieme ad essa intuizione, coraggio, compassione, vilt\u00e0. In effetti, nel film l\u2019estetica dello scatto, per quanto citata, si accompagna a una ragione assai pi\u00f9 intima e profonda che \u00e8 il legame tra il reporter e la vita o la morte stessa. Il film ci indica che non pu\u00f2 esistere una \u201cmoralit\u00e0\u201d dello scatto, laddove il fotografo vive l\u2019orrore come un privilegio che lui solo \u00e8 riuscito a catturare. Grandi ambizioni, grandi prezzi. E grandi contraddizioni. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel sapere rendere tutto questo, gli attori sono straordinari. Tutti. Un film immenso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scenario dell\u2019ultimo film di Alex Garland \u00e8 quello di una immaginata guerra civile, tra il governo federale e alcuni stati separatisti, ambientata negli Stati Uniti ai giorni nostri. Con un presidente al terzo mandato (impossibile nel sistema politico americano) e autocrate. In questo inferno, due navigati fotoreporter, motivati da ragioni esistenziali differenti, si spostano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[121,122,38],"class_list":["post-3231","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-cinema","tag-film","tag-fotografia"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3231"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3240,"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3231\/revisions\/3240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}