{"id":3744,"date":"2025-12-06T21:05:40","date_gmt":"2025-12-06T20:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3744"},"modified":"2025-12-06T21:25:16","modified_gmt":"2025-12-06T20:25:16","slug":"asfalto-di-luci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.silviadacomo.it\/?p=3744","title":{"rendered":"Asfalto di luci"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-scaled.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"700\" data-id=\"3750\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-1024x700.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3750\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-1024x700.jpg 1024w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-768x525.jpg 768w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-1536x1050.jpg 1536w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/DSCN1899_01-2048x1400.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:0.8rem\"><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima volta che ci sono stata, il tragitto in auto dall\u2019aeroporto di Los Angeles a San Diego non \u00e8 stato precisamente facile. Quel ricordo \u00e8 tornato vivissimo, icastico, grazie a un particolare. Mi piace raccontarvi quel ricordo e quel particolare. Vi riscrivo il tutto al tempo presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volo \u00e8 stato eterno. Qui, al LAX una coda inverosimile e qualche intoppo al bancone per il ritiro dell\u2019auto a noleggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lui \u00e8 allo sportello, io aspetto fuori con i bagagli. Non sono in grado di fare nulla. Il fuso orario, i giorni precedenti la partenza lavorativamente molto impegnativi, la stanchezza stratiforme e adesso catapultata in una bolla identica a tutte le bolle gigantesche di servizio del pianeta. Con orde di aerei che atterrano e decollano forsennatamente. Pi\u00f9 o meno uno al minuto.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019ora di attesa, me ne passano circa sessanta sopra la testa e ovviamente a bassissima quota. Non sono in grado di leggere l\u2019ebook, perch\u00e9 le palpebre di fronte ai caratteri, anche allargati a corpo 20, scioperano. Il cervello mi sembra disattivato. Sento solo il rombo continuo e assordante dei motori aerei. E per ingannare il tempo prima che lui inganni me, tempo ancora interminabile dopo quei voli di quindici ore, gioco a indovinare il logo delle compagnie aeree sulle fusoliere o sulle derive in volo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente ci mettiamo in viaggio. La foto scattata alla veloce immortala il parcheggio settore E\/D illuminato dai tardivi bagliori del giorno. Imbocchiamo la Interstate 5. Autostrada a quattro corsie per ogni senso di marcia. Il traffico \u00e8 ferocissimo. Se io non sono in grado di guidare per la stanchezza, lui non \u00e8 messo molto meglio. Un po\u2019 meglio, per\u00f2. Siamo sinceramente preoccupati. Faremo qualche sosta, certo, prenderemo qualche caff\u00e8. Per forza. L\u2019umore, con la promessa di prendercela comoda, pazienza a che ora arriviamo, risale a ogni miglio. Scrivo a Booking che tardiamo, nessun problema. <em>Tutto rego raga<\/em> (anche noi abbiamo lo slang).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i cosiddetti autogrill negli Stati Uniti sono sugli svincoli quindi bisogna uscire per forza. \u00c8 molto tardi. Proprio perch\u00e9 siamo stati svariate volte in questo paese, sappiamo bene come certe aree metropolitane si trasformino repentinamente con l&#8217;oscurit\u00e0. Facciamo tre soste abbastanza lunghe e inusitate per sole due sole ore di viaggio. Uno dei posti ristoro \u00e8 un buco con venti telecamere e scaffali di dolciumi ideati dai maestri del colore industriale. Pochissima gente e tutta sulle sue.<\/p>\n\n\n\n<p>Caff\u00e8 e zuccheri per po\u2019 ci bloccano i ricettori dell\u2019adenosina e andiamo di lusso. Anche se stanchissimi siamo senz&#8217;altro pi\u00f9 lucidi. Fino alla prossima sosta. Via via che procediamo sono quelle acrobazie di luci a tenermi sveglia. Il rosso nastro luminoso delle auto sfreccianti. O che improvvisamente si incolonnano. Il nastro non ci abbandona. E Sul lato ovest finalmente si intravede l\u2019oceano. Dista circa un chilometro e i terrapieni a lato dell\u2019autostrada sono molto alti e coprenti. Ma da San Clemente in poi altre luci affiorano, sulla costa. A tratti, mentre le scie rosse dei fari aumentano sempre pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tutto, tutto fortemente antropizzato, ma il buio mescola le carte e le luci sono sagome brillanti e fantasmagoriche di edifici bassi bassi e nautica. L\u2019ingresso a San Diego, con nostra sorpresa, \u00e8 d\u2019una facilit\u00e0 estrema. Il giorno dopo la citt\u00e0 si rivela fantastica, strepitosamente vitale. Ne leggiamo la storia, ne esploriamo la natura generosa dei dintorni, assaporiamo ogni cosa. Sembra quasi una ricompensa. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo diverso tempo, un nostro caro amico musicista mi presta un CD di Mark Lanegan. Cover, totalmente rivisitate in uno stile a me molto affine. L\u2019occhio mi cade subito su un brano che non conosco e che contiene la parola \u201ccoastline\u201d. Per la mia attitudine super acquatica quel titolo \u00e8 una calamita. Sono ancora una che ascolta la musica in cuffia a occhi chiusi in poltrona, al buio, dopo cena. E cos\u00ec mi posiziono. Metto su <em>Creeping Costaline of Lights<\/em>. Dopo una breve introduzione strumentale, la voce baritonale \u00e8 il focus di tutto, il ritmo da crepuscolare diventa ipnotico. Una specie di ballata dark dolcissima e ruvida che poetizza proprio le luci della costa californiana che avanzano nell\u2019oscurit\u00e0. \u201cI&#8217;m looking for her light Creeping Coastline of Lights She&#8217;s comin&#8217; down from her mountain Shinin&#8217; white light like a fountain And I&#8217;m lookin&#8217; for her light Creeping coastline of lights\u201d. La citt\u00e0 di San Diego, per me. Ascolto rapita, ma che succede? Che sono di nuovo sulla Interstate 5!<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolto la ballata e insieme ad essa riascolto il vissuto placarsi di quella tensione. La totalizzante solitudine che fa provare la strada americana di notte sembra un ritrito clich\u00e9 letterario e cinematografico. Non lo \u00e8.  Specialmente, specialmente, specialmente\u2026 se non riesci a tenere aperti quattro occhi in un abitacolo. Ma eccole, le luci della costa: Creeping coastline of lights. Eccolo il nastro rosso delle auto su otto corsie di marcia. Le luci che ci avevano tenuti svegli, consapevoli. Ecco le luci sul mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun porto forse \u00e8 ormai sicuro, ma ogni porto \u00e8 indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fotografia in alto di Silvia Dacomo: San Diego, California, dalla finestra la sera dopo <\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3752\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171014_184505_01-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il parcheggio di Lax quella ser<\/em>a<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171017_095734-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"998\" height=\"860\" src=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171017_095734-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3751\" srcset=\"https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171017_095734-1.jpg 998w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171017_095734-1-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.silviadacomo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20171017_095734-1-768x662.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 998px) 100vw, 998px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>A San Diego, California, il giorno dopo<\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultima volta che ci sono stata, il tragitto in auto dall\u2019aeroporto di Los Angeles a San Diego non \u00e8 stato precisamente facile. 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